Non sono gli unici in Canada quelli della Turbo Recordings a coltivare e diffondere una certa idea di elettronica tra techno, electro e derive più sperimentali: c’è anche la Switch Records, realtà meno esposta mediaticamente ma altrettanto radicata nel tessuto underground, capace negli anni di muoversi con coerenza tra pulsioni da club e sensibilità più ricercate. Lo dimostra questa uscita di J. Doran, modulata in quattro efficaci produzioni, tutte attraversate da una tensione acida e da un gusto per le trame meccaniche mai ridondante. La title track, “Distorted Transmission”, apre con un incedere deciso, innestando linee 303 nervose su una struttura solida ma non eccessivamente compressa: il suono è asciutto, quasi ruvido, e trova forza proprio nella sua essenzialità. “Brain Extension” spinge maggiormente sul versante electro, lavorando su incastri ritmici più frastagliati e su un dialogo serrato tra basso e sintetizzatori, con un senso di progressione che mantiene alta l’attenzione senza ricorrere a espedienti facili. “Analyser” si muove invece su coordinate più ipnotiche e acide, insistendo su loop calibrati e micro-variazioni che ne amplificano la profondità, mentre “Reactor” chiude l’EP con un taglio più atmosferico e dalle ritmiche spezzate, imprimendo al brano una spinta dinamica ben controllata. Nel complesso l’EP è un lavoro compatto, coerente nella scrittura e nella resa timbrica, che conferma la solidità dell’impianto stilistico di Doran e la capacità della label canadese di presidiare un territorio ben preciso, mantenendo un equilibrio credibile tra funzionalità da club e ricerca sonora.