
Ogni arrivo dei Cyrk è fonte di gioia in redazione, ancor più se come in questo caso mettono mano a “Tubular Bells” di Mike Oldfield, uno dei grandi classici dell’epoca proto-elettronica, il primo album – parliamo del 1973 →

Ogni arrivo dei Cyrk è fonte di gioia in redazione, ancor più se come in questo caso mettono mano a “Tubular Bells” di Mike Oldfield, uno dei grandi classici dell’epoca proto-elettronica, il primo album – parliamo del 1973 →

Mai domi alla Science Cult richiamano sotto i riflettori Fleck E.S.C, ovvero Franck Collin, che essendo di casa – nonostante la sua attuale residenza in Giappone – non si fa pregare e apparecchia ben sei brani esclusivi e di ottima →

Ogni uscita di Oliver Ho, aka Broken English Club, è sempre bene accetta e non fa eccezione questa The Artificial Animal Edits che va a rinverdire le original version di cinque brani presentati nell’album dello scorso anno. È complessivamente →

Per la Italians Do It Better, etichetta indipendente di base a Portland e West Hollywood, fondata nel 2006 da Johnny Jewel e Mike Simonetti, il focus è quello d’un revival synth-pop, post-punk e Italo-disco. Quale nemesi audace allora che rispolverare →

Sulla Turbo Recordings di Tiga s’organizza un’efficace combutta fra l’head honcho canadese e lo svedese Jesper Dahlbäck, che compare sia con il suo nome reale che sotto il moniker Faxid. Risultato dell’impresa sono due tracce sguisciantissime, “Faxman” e “Acid In →

È una techno scura e seduttiva, esattamente quello che ci si aspetta da Lady Tazz, head honcho della Mind Medizin, una che sa bene come infiammare la crowd e che adesso presenta due portentose original version chiamando James Ruskin →

Su Future Classic arriva questa ultima fatica di Martyn Bootyspoon, subito vezzosa nella prima traccia in scaletta e title track, “Jester”, grazie ai vocal stradaioli in stile mc accompagnati da mescole aciduleggianti e iterate. Stessa solfa nella successiva “Ye Track”, →

Secondo EP comprensivo di quattro original version per Ed DMX sulla Gudu Records che segue Don’t You Wanna Play? del 2019. Il maestro, oramai cinquantunenne, tiene ancora botta in maniera eccelsa e l’ispirazione superfunk e futurista, infusa dalla storia di →

Ricordiamo un remix di Extrawelt apparecchiato su “Attraction” dei Prime Suspect in So Far, So Good, So What?! Vol. 1 della Nachtstrom Schallplatten nel 2013, mentre adesso la ristampa è affidata a Gravity Plus Records. Il tempo insomma sembra essersi →

Cospicua attività per The Hacker in questo inizio 2023 che dopo il remix per l’etichetta statunitense Italians Do It Better adesso da una mano alla Obscura Music, casa di produzione barese capitanata da Fedele. Sotto questo moniker, che è →

Una sola original version è quella presentata a marchio Boshke Beats Records da Alex Tolstey e Nimrod Gorovich, “The Prophecy”, ma ben tre sono i remix apparecchiati rispettivamente da Carl Finlow, Ness e
Jacek Sienkiewicz. Il pezzo, concepito nell’estate del →

Dj Icey a fine anni novanta incarnava (insieme a BT, a Bassnectar e Freddy Fresh) la sponda americana della nu skool breaks, pur nelle notevoli differenze che contraddistinguevano ispirazioni musicali dalle origini simili ma sviluppatesi a migliaia di chilometri di →

A marchio Aspecto Humano arriva WLDV che licenzia quattro original version sotto il titolo The Fourth Kind. We Love Dolce Vita è un dj producer di Bibao a suo agio con sonorità in bilico fra electro, elettronica, breakbeat e →

Ancora sulla Rekids è proprio il suo head honcho Radio Slave a fomentare le danze con un superfunky stilizzatissimo e coinvolgente, “Wild Life”, dispensato in due versioni (disco e dub mix), produzioni intinte da musicalissime frequenze d’antan, che non c’impegneremo →