Alla Co-Accused Records, etichetta scozzese con base a Paisley, nell’area di Glasgow, fondata nel 2021 da Raymond e Lindsay Green, residenti dello storico Club 69, è il veterano Ben Pest, specialista dei connubi electro-techno, a essere chiamato per un EP robusto e futuribile, denso di suoni sintetici, ritmiche serrate e una certa attitudine rave. Lacquer of Empathy raccoglie quattro tracce più una versione aggiuntiva, confermando la predilezione della label per produzioni energiche e orientate al dancefloor. “D-Transfer” apre il disco con un efficace impianto di machine funk, veloce e nervoso, nel quale la componente electro rimane ben riconoscibile ma viene spinta verso una dimensione più aggressiva. “Mam Assid” accentua invece il versante acid techno, affidandosi a una linea di basso insistente e a una progressione incalzante che mantiene alta la tensione senza ricorrere a particolari fronzoli. Sul lato B, “Shruthi EB” lavora maggiormente sulla materia sonora: sintetizzatori distorti, variazioni progressive e una costruzione che procede per accumuli fino a chiudersi in un groove ostinato. “The Glutch”, già pubblicata da Pest in formato digitale sulla sua label personale, arriva qui per la prima volta su vinile e si distingue per una melodia meccanica che si incastra su una base molto compatta. Completa l’uscita la “Rolling Edit” di “Shruthi EB”, presente come bonus digitale e costruita a partire dallo stesso nucleo ritmico dell’originale. Un EP che resta saldamente ancorato alla grammatica electro, ma senza rinunciare alla spinta della techno e all’impatto fisico della cultura rave. Ben Pest trova così un terreno particolarmente adatto nel catalogo Co-Accused, dove queste componenti convivono senza bisogno di essere ricondotte a un’unica formula.