
No, non é un remix dell’infame pezzo acid di Denzil Slemming, ‘James Brown is dead’, questa volta davvero, il padrino del soul per colpa di una banale polmonite diagnosticata durante una visita dentistica (cosa risibile per un maestro d’eccessi come lui) é passato a miglior vita. Ieri, anno 2006, proprio nel giorno di Natale, l’inventore del funky, coloui che come un’onda in piena definitivamente ha consacrato la supremazia della ‘black music’, prima contrapposta e poi ibridata nel pop mainstream (anche in questo anticipatore), ha forse per ultimo chiuso un’epoca: quella per la quale ancora ‘il corpo’, inteso come involucro del musicista-demiurgo e idea centrale nell’elaborazione stilistica dei ritmi, si rivelava elemento fondante, ispirazione principale nell’atto del comporre. Il funky adesso è già nelle macchine, nei computer, toccherà ad altri, ed in altri modi, continuare quello che James Brown, seminalmente aveva concepito.
Aurelio Cianciotta