mixed by Stanton Warriors – Fabriclive 30

Stanton Warriors

CD – Fabriclive/Audioglobe
Concentrano gli Stanton Warriors quelli che potrebbero essere gli ideali precetti per ogni carriera di successo nel campo del djing e della produzione musicale dance: una solida tecnica, sostenuta dalla capacità di rinnovare il proprio suono e ‘physique du role’ (perchè diciamolo, sono assai bellini e nelle foto assieme assumono pose ieratiche). Detto questo, cosa altrettanto importante risulta infine l’esser artefici d’uno stile distintivo, mossa che riesce facile a Dominic B. e Mark Yardley, anche passando dalle prime pulsioni breaks-garage a quest’ultime, venate d’electro e booty style, altrettanto urbane e stradaiole, senz’altro più credibili d’altre svolte o contaminazioni (leggi ad esempio Layo e Bushwacka) che poi similmente volgono all’house, al mainstream dei superclub o dell’accogliente (a botte di soldoni) mercato periferico di discoteche italiche, greche
oppure spagnole. Loro riescono benissimo in faccende che per altri sono assai difficili, passare da un contesto all’altro, in questo caso agitando frequenze alla Spank Rock (riprese poi anche dagli splendidi Backstage Sluts per un immancabile bootleg), infarcendole con gli innesti dei buoni Peace Division e con i vezzosi Booka Shade di ‘Mandarine Girl’ accresciuti dai beat di Metric e Sick Rick. Un glitch-hop per le masse è l’idea che s’aggira fra questi solchi, come in una pubblicità di Dolce e Gabbana o nelle sigle My Space di Tila Tequila. Si puo’ sorridere o incazzarsi, altri preferiranno solamente ballare, la qualità è comunque altissima.
Aurelio Cianciotta