
12″ – Lobe
Roscoe Williamson ha solo 24 anni. Già vanta diverse esperienze (soprattutto live, sotto il moniker Alpha District). Non soddisfatto della sua chitarra pianta la vecchia band in favore di beat digitali, djing e frequenze. In bilico fra electro e glitch-breaks. Lo accolgono alla Lobe Records. Etichetta anglo-francese altrettanto ‘open-minded’ alla cui prosopopea transalpina infine si resiste, decisamente apprezzando ‘D.O.E.S.’, soprattutto nell’original version, sfrizzante di volitive sequenze ed evoluzioni synthcore. Guazzetto trendy (per il quale i transalpini dimostrano davvero attitudine) anche il remix di Breakbot, remixer prediletto (ci dicono) dell’adesso tanto famigerato Justice (per il quale impazziscono quelle mezze-seghe dei free magazine nostrani finto-patinati e lussuosi – che poi nonostante la mole di pubblicità importanti vanno avanti a botte di collaborazioni pagate per nulla o malissimo). Meglio tuttavia evitare troppe polemiche e tornare alla sostanza. Anche ‘Superfilth’ incede all’electro-techy acidato e viziosetto. Abbastanza frastagliato e nel complesso efficace anche se le sequenze rimangono comunque diritte. Si termina con ‘Candy Monster’ fra bleep e gliccerie dance sulla scia dei precenti trattamenti. Alla fine l’eclettismo è solo di facciata. Qui come in molto altro in questi giorni ci sono tendenze ben precise. Più electro, battute diritte e bassi pieni, effettistica di contorno mutuata dal minimal ed attituine future-funky di taglio nu skool. Come si chiamerà? Continuerà il fenomeno?