
Sará per la sua forma piccola, nera e bombata, per quei fili che sporgono e per l’evidente paranoia di chi sa d’aspettarsi ‘un prevedibile attacco terroristico’, ma questo strano gingillo, pur se indispensabile complemento che accompagna laptop, scheda audio e controller, in caso di dj-set in altre nazioni e con relativi spostamenti areoportuali, viene subito guardato con sospetto ai controlli nazionali dell’imbarco. Cos’è una bomba? Mi domanda fra lo zelante e l’ironico l’addetto alla sicurezza. No rispondo, con faccia serissima, è un ‘ground loop isolator’, serve ad eliminare fastidiosi ronzii in impianti audio-video, problemi causati principalmente dalla differenza di potenziale elettrico nei punti di massa dei differenti apparecchi collegati fra loro, perché, sottolineo, tutti i punti in un sistema A/V dovrebbero ‘idealmente’ essere a potenziale zero. ‘Idealmente’, dice con accento alla Lino Banfi, alias commissario Lo Gatto, il controllore in divisa, ‘perquisitelo a questo, è meglio!’. ‘Son las cosas de la vida’ direbbe il vecchio Burroughs. Eppure, il ‘ground loop isolator’, qualsiasi sia la marca in questione (acquistabile solo in negozi specializzati di hi-fi car stereo), con le sue connessioni stereo-rca che vanno inserite fra la scheda audio e l’amplificazione del soundsystem è davvero utilissimo per azzerare quei fastidiosi ‘hum’ e ‘buzz’ nei subwoofer (soprattutto) che dovranno poi supportarvi nel corso della serata. Le risposte qualche volta sembrano contraddittorie, prima sembra funzionare, poi si attacca un’altra macchina e ricompaiono i ronzii (soprattutto evidenti quando le connessioni dei computer hanno come uscita finale impianti significativi). Bisogna un poco smanettare, non mi chiedete secondo quale logica: bene non l’ho capito neanch’io. Alla fine funziona, per fortuna. Meglio averne più d’uno, non costano molto (una decina d’euro) e vi salvano da brutte figure.