Uberzone – Ideology

Uberzone

CD – Nitrus
Pur se la nostra copia è inficiata da fastidiosissimi inserti parlati (nello stile davvero classico ma sempre variato di ‘this is a promotional copy’), il nuovo album di Uberzone, lo preannunciamo (anche aspettando il digipack finale, e per suonarle noi, infine, le tracce, constatandone l’effetto sulla pista), non sfugge, tuttavia, a quella somma di sensazioni che già al primo impatto lo collocano nel novero delle produzioni assai speciali. Già ci avevano entusiasmato i primi due estratti, ‘Satisfation’ e ‘Fubar’, ottimamente recensiti su questo blog, ed in linea, per potenza espressiva, con tutto il resto del progetto (il primo in sei anni, fondamentalmente vissuti ‘on the road’ e con l’intermezzo solo di qualche mini-cd e di una compilation Y4K nel 2004). Impressionante la sequenza d’incisioni degne di nota, che introdotte apparentemente in maniera disimpegnata nelle influenze electro di ‘Okay’, pezzo d’apertura, subito presagisce di che pasta le frequenze son fatte e di come l’utilizzo dei synth condizioni oramai ogni differente ambito della struttura compositiva dei brani: con manipolazioni di effetti, bassi, coloriture timbriche e creazione efficace di melodie (enfattizzate quasi con cipiglio ‘italo-disco’ proprio in ‘4Bit’, secondo brano all’appello). Crescendi potenti, sezioni ritmiche da far impallidire i migliori (anche ‘quelli’ che proprio della carenza d’applicazione su questo pubblicamente si lamentano, in ambito breaks, confermando il detto che non c’è mai fine, sia al peggio che al meglio). Tutte le diatribe purismo/non-purismo in un sol colpo sembran dissolte ed appaion obsolete a contatto con tanta ed inedita sostanza musicale, che culmina con ‘Germs’, incisione dall’avvio scurissimo, dipanata poi in un concentrato di battute e sequenze ipnotiche variatissime, dove tutte le influenze stilistiche in gioco sono inglobate e metabolizzate a fondo, in un utilizzo complesso che non prevede, insomma, che ciò che ispira una produzione prevalga poi sull’opera realizzata. Un grande album, sul quale ritorneremo quando saremo in possesso della versione ‘non corrotta’ ma che non potevamo fare a meno di segnalare come una delle produzioni davvero decisive di questa stagione.