Controllerism – Digital Djing

Controllerism

Il digital divide coinvolge anche il mondo del djing, oramai scisso in due distinte categorie: gli entusiasti delle nuove implementazioni tecnologiche ed i tradizionalisti, inchiodati sulla feticistica esaltazione del giradischi e delle tecniche ad esso legate (quasi che il mezzo sia piú importante della musica che poi si esprime – fatto giá chiaro nel turntablism, dove non sempre ad una specializzazione della manualitá corrisponde poi una sostanza di contenuti musicali altrettanto congrui). La guerra è aperta. Ecco allora dopo il revanscismo dei ‘Djs Are Alive’ arrivare nuove compiute teorizzazioni a favore delle ultime pratiche digitali e della laptop culture. Introducendo il concetto di ‘controllerism’ dj Moldover rende omaggio alla vecchia scuola ma con uno sguardo alla realtà oggi espressa dall’utilizzo consapevole di software di mixaggio e di set up computer-orietated. Non avevamo dubbi: le ricorrenti pulsioni tecniciste, l’attitudine ‘wizard’, avrebbe contaminato anche gli ambiti digitali. Attraverso altri mezzi, ‘controllerism’ è la stessa cosa di ‘turntablism’, e cioè l’arte di manipolare il suono e creare musica dal vivo, utilizzando gli strumenti che le tecnologie oggi ci permettono. A questo scopo molte e differenti possono essere le strade: dj Moldover, ad esempio, opera un creativo modding su di una Novation ReMote 25SL, mentre Ean Golden si applica al Vestax VCI-100. Il termine ‘controllerism’ nel frattempo è già diventato una nuova tag identificativa di tutto quello che di nuovo si agita nell’ambito del digital djing e del performing live elettronico.