Sonar Hybridism and Dj Female Factor

Sonar Hybridism and Dj Female Factor

Puntuale come la rata d’un fido a tasso variabile arriva (col consueto anticipo assillante) il nuovo ‘advanced programme’ del Sonar, incentrato quest’anno in musica sui temi del ‘female factor’ e di un sempre rinnovato ‘hybridism’. Benissimo (questo é il primo pensiero), adoro i tacos, la sangria ed i baretti aperti a tutte le ore (per non
parlare dell’aplomb fortemente ‘mediterraneo’ delle ragazze spagnole). Se di ‘hybridism’ si tratta e se al Sonar la confluenza fra dance e nuove tendenze sempre è stata alquanto concettualoide (ma poi non troppo), sarà la volta buona che invece d’improbabili live urban-orientated – invece del solito minimal (oramai esangue) – inizino a proporre anche qualcosa di nu skool breaks, genere che più d’altri condensa e alimenta oggi (ed in questa stagione come non mai) crossover di rara potenza, mescolando più generi, fra techno, electro e funky, il tutto tra fascinazioni fortemente digitali ed una contemporaneità vissuta intensamente. In aggiunta, anche per quello che riguarda il ‘female djing’, nel nostro genere l’abbondanza non manca, ed in consolle Janette slack, Baby Anne, Flore, Lady Waks, Ludmilla, Reid Speed, solo per fare alcuni nomi a livello internazionale, dicono bene la loro (come pure non mancano nemmeno nella scena spagnola nomi valenti di producer/dj asai abili nel nostro genere – ad esempio Peter Paul, Digital Base, Nitro e Dj Killer). Invece niente, scorgiamo bene il programma, assolutamente niente. Sonar e breakbeat proprio non si coniugano. Eppure non mancherebbero affatto i ganci per una congrua rappresentazione anche del genere che più amiamo, al quale non mancano versanti più sperimentali o coinvolti in implementazioni digitali live.