
La fine del mondo è soltanto rimandata – lo scontro di protoni sarà definitivamente effettuato questa settimana – anche se ‘la particella di Dio’ – il celeberrimo bosone di Higgs – non si è ancora rivelata nella sua sovrannaturale potenza. Il valore atteso del vuoto non-zero, che in qualsiasi istante permeerebbe tutto lo spazio dell’universo, rimane appunto tale: solo atteso. In altre parole – ma è normale – prima s’elabora la teoria e poi a conferma della sua validità, se i conti non tornano, per super-simmetria si presuppone esistere qualcos’altro che renda razionale il tutto (ma del quale ancora non v’è prova alcuna). Ci si scherza – naturalmente – ma per la scienza è un procedimento piuttosto consueto (tanto che la sfida per teorie e ‘bande’ anche in questo campo impera … con i rivali americani del Cern – quelli del ‘Fermilab’ di Chicago – pronti ad irridere i colleghi, salutando l’esperimento del tunnel ‘Lhc’ con un pigiama party). Per far funzionare a pieno regime l’acceleratore protonico bisognerà aspettare il 2009 e si spera intanto che non si ripeta l’inconveniente del Lep (il progenitore dell’attuale tunnel), che nel 1989 per colpa d’una lattina di birra lasciata in giro rese fallace l’intero esperimento. In qualche modo il mondo non implode ma se lo facesse per una lattina di birra sarebbe ben comico. Nel frattempo meglio sollazzarsi con il Large Hadron Rap, realizzato dagli scienziati più giovani del Cern, racconto dell’esperimento e ‘messaggio forte’ per rassicurare la gente sulla faccenda (ma dubito … che qualcuno si senta rassicurato da scienziati che si muovono in penose coreografie electroboogie, fanno party in pigiama per deridere esperimenti altrui e lasciano lattine vuote di birra negli acceleratori protonici).