
Nessuna giustizia per i musicisti elettronici: non sono soltanto le topless dj (vedi il post su Mari Ferrari) che fanno ‘mossette’ e fingono articolatissimi mixing e live digitali. Un duo di gran fama pure – i Justice – è stato colto in flagrante azione di playback smanettistico. Come giustamente notato sul forum dedicato alla fidget della Potty Mouth Music (notizia poi ribalzata attraverso varie fonti), proprio da una foto emergerebbero molti dubbi circa la natura del live transalpino. La faccia di Gaspard Augé – lì immortalata – sembra ispirata dalla foga e dal coinvolgimento della performance, con le dita a far funzionare i controlli rotativi dell’Akai MPD24. Peccato si veda chiaramente il cavo del controller staccato, quindi senza possibilità alcuna di trasmettere segnali. Si potrebbe obiettare – tuttavia – che l’altro Justice, Xavier de Rosnay, è saldamente posizionato ai controlli del mixer principale. Vabbè, daccordo – ma dico – è da evitare in ogni caso una simile pagliacciata. Perchè, se si rende manifesta l’azione a vuoto di un effetto che sta andando, il dubbio che ci sia alla base una corposa registrazione (e che al massimo l’azione del duo sia relativa solo all’equalizzazione esterna, con la sicurezza che niente – quindi – possa crashare o non essere in perfetta sintonia) è legittimo. Si sottolinea che quest’ultima non sia stata una buona settimana per il combo autore di ‘We Are Your Friends’, dopo l’ammissione in una intervista che il loro album [+] contiene oltre 400 uncleared sample e con in più il cavetto galeotto a gettare pesanti ombre sulla complessiva onestà della ‘giustizia’. Una replica – naturalmente – in qualche modo è arrivata. Ha detto il barbuto Gaspard: ‘io non posso ricordare chiaramente la città, ma penso sia stato a Manchester’, ‘non l’ho notato subito, perchè come potete vedere stavo guardando verso il computer per lanciare il prossimo sample vocale e giusto dopo ho realizzato che lo schermo blu è diventato nero, così non era più possibile che nulla funzionasse. Quindi ho scollegato, grande affare! E la prossima cosa che sapete è questa fotografia’. Poveri Justice! Ci piacerebbe davvero, credere che è andata come la raccontano loro. Non contenti, sempre sullo stesso forum prima citato, qualcuno insinua che l’utilizzo di ‘materiali pre-registrati’ non sia una pratica ‘estranea’ a certi ambiti. Logica confermata soprattutto in live dai grandi numeri, ad esempio quelli dei Daft Punk (ma io aggiungerei anche Chemical Brothers e Kraftwerk), esibizioni nelle quali è improbabile, senza che ci sia una adeguata pre-programmazione, sincronizzare la musica a così maestosi impianti scenici (con luci, video ed altre forti interazioni). Cosa differente – tuttavia – dovrebbe essere in ‘normali’ dj-set e performance. Non è un caso – a tal proposito – che ci si giustifichi adducendo ad un crash del sistema operativo del proprio laptop: che tale accidente diventi forse la prova della ‘realtà’ di un esibizione è certo inedito, paradossale ma non privo d’una sua intrinseca coerenza.