Vinyl Is Not Dead – Serato Pressing Hypocrisy

Vinyl Is Not Dead

Che cosa sta uccidendo il vinile? Internet? Quelli di Beatport? La mafia dei blog elettronici? Mah! Falliscono le distribuzioni, chiudono i magazine storici dell’house e i negozi di dischi, anche i grandi club sono in crisi, dicono. Eppure non è che la musica ci manchi, o venga meno. Al contrario. La nuova generazione digitale sostituiscel’attempato star system del mixing internazionale – consolidatosi negli anni – e solo chi ha le antenne potenti riesce a stare al passo. Tutte le altre chiacchiere sono inutili. Nonostante ciò, anche chi è stato in prima fila nella diffusione dei nuovi sistemi di mixaggio laptop – leggasi Serato – sente ‘il bisogno’ d’impegnarsi per la sopravvivenza del vinile. Presa di posizione un poco ipocrita, che se da un lato tenta di recuperare le ultime fette dell’old skool rimasta, dall’altra cerca d’imporre lo ‘shining’ d’un nuovo ibrido formato. L’idea è quella di un 12′ in vinile, con da un lato un incisione tradizionale e dall’altra un implementazione vinyl code conformata al proprio Serato’s Scratch Live software. Chiaramente non sposterà d’una virgola l’andamento calante delle vecchie lacche nerognole, ma tantè, l’ipocrisia a volte paga e l’immagine d’una azienda etica a qualcuno – evidentemente – fa ancora effetto.