
Più volte è stato ripetuto l’assioma che – in materia internettiana – la disuguaglianza ha a che fare con il concetto di “accesso”. Risolvendo il problema dell’accesso alla tecnologia si pensa comunemente che si risolveranno molti problemi in relazione al divario sociale e di istruzione. Un recente studiocirca l’utilizzo dei social network, mette in luce un’interessante dato. Secondo Nielsen Claritas, specialista in tendenze e brand-management, risulterebbe che le persone povere, i “losers”, hanno di gran lunga maggiori probabilità di essere su MySpace che su Facebook. Il 23 percento degli utenti di Facebook americani disporrebbero d’un reddito di 100.000 dollari annui, cosa che solo il 16 percento dei membri di MySpace – invece – può esibire alla stessa maniera. Il 37 percento dei membri su MySpace disporrebbero di meno di 50.000 dollari annui, mentre solo il 28 percento di quelli su Facebook sarebbe da posizionare sotto questa cifra. Anche altri commentatori, ultimamente hanno sottolineato quanto oramai MySpace sia “datato”, sottostante ad un target soprattutto di adolescenti e “burnouts”, una scena fondamentalmente legata alla musica alternativa, in particolare alle correnti punk e indie. Anche le statistiche sulla scolarizzazione ci dicono che MySpace oramai è da “sfigati” e/o giovanissimi: già dalle scuole superiori ci si trasferisce rapidamente su Facebook. I ricchi, i bianchi, i più suburbani, lasciano MySpace… se vanno su qualche altro social network, vanno su Facebook, percepito come “più pacifico, tranquillo, uno spazio meno pubblico”. Il sorpasso di Facebook su MySpace, avvenuto nel 2008, è stato realizzato soprattutto grazie ai mercati esteri, dopo l’uscita dei siti in spagnolo, tedesco, francese e italiano. Una crescita del 1.000% nell’America del Sud, del 400% in Asia e Africa e del 300% in Europa, spiegano bene il lavoro fatto per internazionalizzare il marchio. Se tutto questo poco vi interessa e al contrario siete alla ricerca d’un metodo veloce, efficace e indolore, per liberarvi da qualsivoglia social network, può ancora fare al caso vostro la Web 2.0 Suicide Machine. Il servizio, presentato non senza una certa dose di ironia, vi permette ancora di eliminare totalmente le vostre identità su MySpace, LinkedIn e Twitter, definitivamente ed in meno d’un ora. Peccato che proprio Facebbok sia già corsa ai ripari: solo 500 utenti di questo network – infatti – sono stati in grado di utilizzare l’applicazione “suicida” prima che il suo IP di riferimento venisse bloccato, rendendola così inservibile. Facebook per ora è l’unico social network che ha sgominato la Web 2.0 Suicide Machine. Twitter, LinkedIn e MySpace – almeno per ora – non sembrano preoccuparsene e intanto nelle scene musicali già imperversa un relativamente nuovo social network, Soundcloud, adesso integrato con The Hype Machine e disponibile con una applicazione su iPhone, iPod touch e iPad. La migrazione di label ed artisti elettronici pare irreversibile. Oramai anche sui muri si trova scritto che “myspace is for losers”.