
A metà strada tra gli immaginari alla Brazil di Terry Gilliam e le mai dimenticate ambientazioni di Jean Giraud Moebius, nello spirito steampunk di William Gibson e Bruce Sterling, le sculture dell’artista belga Stephane Halleux testimoniano d’una sensibilità neo-primitivista ma tecnologica, resa assai vivida nell’assemblaggio di più materiali – metalli, legni, pellame, ferraglie ed attrezzi vari – letteralmente “incastrati” a formare una strana collezione di personaggi, macchine, robot e veicoli strampalati, oscure manifestazioni d’un gusto nient’affatto massificato e conformista. Creature viventi e in parte dispositivi complessi, ibridi post-umani, le figure create dall’atipico scultore, sono spesso intrecciate di cavi elettrici, con rondelle, bulloni ed altri enigmatici meccanismi. Eccentrico ed originalissimo il trentasettenne artista fa capolino però anche sulle pagine di Myspace, social network dove potrete direttamente valutare la bellezza delle sue creazioni. Ne vale la pena, perché al di là delle tendenze e dei discorsi “più teorici” il suo talento è evidente e merita senz’altro tutta la nostra considerazione.