
12″ – Freek
Sotto il moniker di Digital Pirates si nascondono in realtà i dj house Chris Stringer e Micky Dubz, produttori che fanno base a Manchester e che sono attivi dal 1999, periodo durante il quale, ancora giovanissimi – appena quattordicenni – si preparavano per poi esibirsi in locali come il Sankeys, il Club North e il Music Box. In questi club la loro passione per le sonorità filanti e puntute è sfociata presto in derive maggiormente tendenziose, glitch e battenti. Decisamente di buon livello, già l’original version è dipanata in sguisce congiunzioni, amabilmente traballanti, groovy e iper-toniche. Anche nel remix di Dirty Freek le trame sonore sono impresse in maniera acidata, sguincia e assai ritmica: risulta difficile scegliere l’incisione da preferire in virtù d’altrettanto propulsive opzioni. Troviamo in catalogo – infatti – anche i remix di Max Morrell, Justin James e Phat Stack, tutte validissime realizzazioni, fra le quali – per potenza – preferiamo proprio l’ultimo citato.