Everyday Lady Gaga – Denise Kuan

Everyday Lady Gaga

Lei non vive alla stessa maniera di Lady Gaga, è cosa ben differente: quello alla quale s’attiene è solo vestirsi come la celeberrima nuova diva ed icona pop planetaria. Esercizio di “stile” che non dev’essere affatto facile da imporsi, destreggiandosi ai fornelli, ritirando il bucato o liberandosi – magistralmente abbigliata – dei sacchetti della spazzatura. Tutte azioni quotidiane che per la gente comune sono consuete solo in abiti altrettanto comuni. Denise Kuan non sembra affatto la tipica fan sfigata: c’è dell’ironia – e neanche tanto nascosta – oltre ad un pizzico di sfida nel suo adoperarsi per “tenere la scena”. Ne è prova anche la citazione riportata in testa all’home-page del suo blog personale, “Everyday Lady Gaga“, sul quale spicca la dichiarazione dell’altezzosa ma originale Germanotta, che perentoriamente dichiara: “quando incontro delle celebrità e queste indossano abiti casual, io ho sempre reazioni di stupore…non voglio dare giudizi ma spesso avrebbero fatto meglio – certi colleghi – a rimanere ciò che realmente sono tutto il tempo. Per quello che mi riguarda, sono quello che sono tutto il tempo. Quando esco da una macchina e 30 fan mi aspettano, so che sono vestita come si dovrebbe per una star. C’è una ragione per la quale hanno una forte reazione emotiva”. La ragione profonda, io credo, non è l’essere “confortati” dai vestiti “studiatissimi”, del tipo di quelli utilizzati dalla esagerata chanteuse. L’emozione – forse – deriva dal fatto che oramai il falso è più vero dell’originale. Il concetto stesso di reificazione, da concetto astratto è diventato cosa concreta, tanto che anche i manichini diventano più autentici degli originari modelli evocati, in un vortice di contaminazioni che – ad esempio – proprio nel caso di Lady Gaga, sembrano il condensato di più icone femminili della storia. Cloni, a loro volta di cloni e di altri cloni, repliche e replicanti, come nell’informatica, quando il procedimento di creazione d’un modello di dati basato su un concetto astratto e predefinito diventa un meccanismo d’incapsulazione di uno specifico comportamento, rappresentazione indiretta che prevede l’utilizzo di determinate espressioni del linguaggio per descrivere entità del mondo reale. O come nello spettacolo dei media dove sopravvivono solamente pratiche istituzionalizzate di presentazione del sé.