
Con un sottotitolo nient’affatto da poco, “a study of fascism in late 20th Century Democracies”, in “We Made Our Own Disaster”, torna all’appeal dei tempi migliori, più che mai radicale e urticante, un artista a noi assai caro, Si Begg, per l’occasione in combutta con Robin Mahoney, filmaker d’un certo rango (quello per intenderci a cui si deve “The Punk” e “Glastonbury: The Movie”). Entrambi gli sperimentatori utilizzano il proprio specifico media, in una felice integrazione d’iperboli sonore e visive, quasi inconsapevolmente a mostrarci che le tecniche compositive della contemporaneità, pur differenti per “vocazione”, mantengono caratteristiche d’utilizzo poi non troppo difformi, appena variando quelle tipiche combinazione di “routines” e “saperi”, accumulate in quanto “patrimonio culturale” comune. Il formato prescelto per l’ambizioso progetto è quello del DVD, supporto sul quale è raccolto il cut’n’paste proveniente da un vasto range di risorse audio-video: ancora ad interrogarsi sulle condizioni della democrazia alle varie latitudini nel mondo, della sua fragilità incalzata dai mezzi di comunicazione di massa, della sopravvivenza posticcia dei regimi parlamentari e delle nuove estetiche – più o meno subdole ed efficaci – a questo connesse.