Wicked Style – Three Thousand Entries

Wicked Style

In fatto di sonorità electro-digitali al nostro blog si riconosce perlomeno una certa continuità e coerenza, forti in appena quattro anni di quasi tremila recensioni. Anche se non tutti ci amano – ma questo è conseguente al taglio molto specifico di produzioni supportate e al tipo di scelte intraprese – non possono non convenire, anche i detrattori, che il lavoro svolto a Wicked Style sia stato portato avanti in maniera decisamente seria e ben strutturata. Nell’attuale panorama d’informazione musicale, con i vecchi media e la stampa mainstream oramai completamente fuori-gioco ma con decine e decine d’altri siti specialistici, che spesso si riducono al copia-incolla dei comunicati o al mero postare file audio raccattati qua e la, a Wicked Style fa fede una sua “cifra distintiva”. Ci ricompensa sentire da specialisti del settore (non italiani) che il nostro sito ha un ottimo posizionamento sui motori di ricerca e spinge contenuti che sono interessanti, ben scelti e di rilevanza, al fine d’una accorta promozione delle scene clubbing internazionali. Adesso non abbiamo più bisogno di chiedere per avere uscite da recensire, ci arrivano direttamente dalle etichette o dagli artisti, con i quali abbiamo costruito rapporti duraturi nel tempo, fondati sulla stima – che sempre abbiamo del lavoro altrui – e sul reciproco rispetto di gusti e appartenenze. C’invitano a serate nei club, a dj-set, rave, performance e live d’ogni tipo, oltre che ad ogni latitudine: purtroppo oramai non diamo più notizia di questi eventi, tanto la nostra attenzione è concentrata principalmente sulle uscite discografiche. Eppure da ogni parte ci tengono in considerazione. Quello che dispiace è che il rispetto internazionale sembra inversamente proporzionale all’attenzione che si guadagna nella propria città e nella propria regione. In Puglia se organizzano un festival pseudo-elettronico non si è invitati nemmeno per un warm-up, se si chiede di poter recensire un concerto – è accaduto ultimamente con il live a Lecce dei Chemical Brothers – il fantomatico ufficio stampa nemmeno ti risponde. In Puglia s’inventano “strane filiere”, contigue ad agenzie di spettacolo finanziatissime e raccomandatissime, calderoni vuoti atti a incentivare non tanto lo sviluppo della musica pugliese, quanto il portafoglio di parenti stretti e amici di partito. In questa maniera va il mondo e noi andiamo per la nostra strada: quello che facciamo lo continueremo a fare, convinti che i reali cambiamenti per gusto e stile, quelli che incidono profondamente le nostre abitudini di ascolto, avvengono soprattutto nella sfera del quotidiano, d’un consumo “diretto” e non mediato da troppi fronzoli intellettuali. Pure se i discorsi difficili – quando vogliamo – sappiamo farli, meglio di molti altri “signori” che girano in questi ambiti, pompati solo da una “cattiva politica”, faccendiera e provincialissima.