Centoquarantesima uscita per la CLR che vede in pista proprio il suo storico fondatore, Chris Liebing, che affida una delle tracce del suo ultimo album, Evolver, al duo tedesco meglio noto come FJAAK. Il risultato mantiene saldo il carattere dell’originale ma ne accentua ulteriormente la dimensione fisica, spingendo il materiale verso coordinate più ruvide e orientate al club. Nella versione firmata FJAAK, “Higher Things” assume contorni più abrasivi e pulsanti. Il duo berlinese costruisce un flusso denso di tensione, sorretto da una ritmica martellante e da una trama dub techno attraversata da stabs metallici e riverberi in continua espansione. La progressione resta controllata ma costantemente in movimento, con un senso di pressione che cresce senza bisogno di accelerazioni forzate, lasciando emergere tutta la familiarità dei due producer con certe dinamiche da warehouse. L’originale – già ascoltato sul formato esteso – è muscolare ma a suo modo anche introspettivo e lineare, grazie a una struttura asciutta e profonda. Liebing dosa con precisione i diversi elementi, lasciando che texture, frequenze basse e dettagli percussivi si sviluppino in maniera graduale, mantenendo il tutto sospeso in una tensione continua e mai fuorviante. Insomma, un’uscita compatta e coerente, che mette bene in evidenza il dialogo tra due approcci differenti ma perfettamente compatibili: da una parte la visione rigorosa e immersiva di Liebing, dall’altra l’impatto più diretto e incendiario dei FJAAK.