DJ Godfather – Sporadic

DJ Godfather non ha mezze misure e quando sceglie un approccio stilistico poi sa bene come procedere, soprattutto quando si parla di derivazioni detroitiane, terreno che il produttore frequenta con una naturalezza che nasce da anni di pratica e familiarità con certi codici ritmici. In Sporadic riaffiora così quella matrice electro asciutta e combattiva che ha sempre attraversato la sua produzione, qui restituita in una forma diretta e senza fronzoli, in linea con quella tradizione che lo vede protagonista anche attraverso la sua storica etichetta Databass Records. La title track si muove su coordinate ben riconoscibili: batterie secche, bassline nervosa e un intreccio di impulsi sintetici che mantengono costante la tensione. È un pezzo costruito per la pista ma con una certa rudezza funzionale, dove ogni elemento sembra collocato per sostenere il movimento senza concessioni decorative. Con la “909 Mix” lo stesso materiale viene traslato verso un assetto più regolare, imperniato su una cassa in quattro che ne rende l’andamento più lineare e facilmente assimilabile in contesti techno. L’impianto resta essenziale, ma il diverso equilibrio ritmico cambia la prospettiva d’ascolto, lasciando emergere con più chiarezza il lavoro sulle frequenze e sugli accenti percussivi. “Stranger Than Strange” chiude invece il trittico con un taglio differente, quasi obliquo. Le linee sintetiche si fanno più instabili, le dissonanze si insinuano tra i colpi di batteria e l’atmosfera prende una piega leggermente aliena, come se il brano preferisse indugiare su una dimensione più irregolare e spaziale. Tre tracce che ribadiscono la sicurezza con cui Godfather continua a muoversi dentro un linguaggio che conosce a fondo, riaffermando una volta di più la solidità di un suono che non ha bisogno di particolari artifici per restare incisivo.

 

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