Mani Festo / K-65 – Ants

Si viaggia fra i 142 e i 155 bpm in questo EP di Mani Festo e K-65 per la Mechatronica, una produzione electro decisamente muscolare, fitta di bassi assai densi e atmosfere cibernetico-metropolitane, che a tratti richiamano anche certa stagione del d’n’b, con ritmiche spezzate e nervose. È la nuova scena bass britannica, ancora un po’ incerta nella propria definizione, ma inserita in una traiettoria che ha radici solide e una storia tanto fertile quanto dibattuta. “Termite” apre con un impianto serrato e subito riconoscibile: il lavoro sui sub è imponente, mentre le percussioni si incastrano in modo irregolare, costruendo una spinta costante senza risultare mai lineare. “Blanca” si muove su coordinate simili ma introduce un respiro più ampio, lasciando filtrare elementi più ariosi che attenuano la pressione senza disperderla. Con “Subscope” il duo insiste su una dimensione più cupa, quasi sotterranea, dove il dettaglio sonoro emerge a piccoli scarti, mantenendo una tensione latente. La title track “Ants” compatta ulteriormente il discorso: il groove è asciutto, diretto, e punta su una ripetizione insistita che trova forza proprio nella sua essenzialità. “Reptile” rallenta leggermente la corsa e lavora su un andamento più viscido, sinuoso, con bassi che sembrano strisciare sotto la superficie ritmica. In chiusura “Bullfrog” riporta l’attenzione su una costruzione più dinamica, con una struttura che alterna slanci e contrazioni, mantenendo alta la densità senza eccedere in stratificazioni. Nel complesso Ants è un lavoro compatto, coerente nella sua estetica e ben calibrato nelle intenzioni. Non tutto appare pienamente risolto sul piano identitario, ma proprio in questa zona intermedia si intravede un potenziale interessante, capace di svilupparsi ulteriormente senza perdere in incisività.

 

  • Mani Festo / K-65 – Ants
  •