Per la sua sesta apparizione su EPM, Cristian Vogel torna a indossare l’alias NEL e consegna un nuovo capitolo che riafferma la natura più fisica e immediata della sua produzione. Se le opere a suo nome si muovono spesso in territori compositivi più astratti e concettuali, NEL rimette al centro la tensione ritmica e una pratica di studio concreta, quasi artigianale, fondata sull’uso di sintetizzatori modulari e su un approccio diretto, catturato su nastro senza eccessive mediazioni. La title track si sviluppa come un organismo che respira lentamente. “The Instrument of Shapes” affonda in coordinate dub techno, ma lo fa evitando manierismi: il groove è profondo, scavato con pazienza, e le modulazioni si stratificano con discrezione, generando un senso di spazio che si dilata progressivamente. Non c’è ricerca dell’impatto immediato, piuttosto una costruzione graduale che lavora sulle risonanze e sui vuoti, lasciando emergere dettagli timbrici che danno spessore all’insieme. “Stepping Stones” si colloca su un piano più mobile. Qui l’improvvisazione modulare è più evidente, il tracciato ritmico meno vincolato a una griglia stabile. Bassi sinuosi e increspature elettroniche si intrecciano in una dinamica irregolare, con scarti che interrompono la linearità e spostano continuamente l’asse dell’ascolto. Il risultato è un brano più fluido, obliquo, che privilegia il movimento interno rispetto alla funzionalità da pista. Con questa uscita NEL conferma una linea coerente, capace di coniugare rigore sonoro e libertà esecutiva. Un lavoro essenziale, misurato, che ribadisce la solidità di una ricerca ormai pluridecennale senza indulgere in compiacimenti.