Sulla propria etichetta, Discos Atónicos, la dj e producer iberica Alienata pubblica il suo primo EP solista per quel catalogo, inaugurando la Deep Cut Series. Precedentemente ricordiamo le collaborazioni di Alienata con Beta Evers e CYRK, oltre ai remix e ai singoli pubblicati su label come Dame-Music, Killekill, Machine e Cultivated Electronics. Nel manifesto programmatico della serie è sottolineato come l’intento della label sia quello di spostarsi verso territori più ibridi, sospesi tra techno e broken beat, accoppiata – noi diremmo – per niente chiara come confluenze. A noi comunque piacciono i blip sinuosi e i rimshot nervosi di “Biodance”, così come i paesaggi profondi e futuristici del remix del connazionale Architectural. Sul lato opposto “PMS Edit” riduce ulteriormente gli elementi in gioco, lavorando su una struttura scarna ma piuttosto mobile, attraversata da basse frequenze compatte e dettagli ritmici che mantengono costante la tensione. “Tigerblanket” cambia invece assetto e si muove verso un’electro dura e asciutta, costruita attorno a un groove serrato e a linee basse volutamente abrasive, mentre “Polyvagal” chiude il disco in modo più raccolto e atmosferico, rallentando il passo tra droni cupi e superfici ambientali dal carattere quasi introspettivo. Nella versione digitale compare anche “Tigerblanket (Strip Version)”, rilettura più veloce e spigolosa del brano originale, spinta da vocal malsani e da un’energia rave più marcata.
Un lavoro che conferma l’interesse di Alienata per un linguaggio obliquo ma funzionale, capace di muoversi tra tensione, sottrazione e dinamiche da club senza irrigidirsi in formule troppo riconoscibili.