Con una mescola reattiva di electro, elettronica, ebm e idm, Bob Data mette in campo per la STURM, etichetta di Riga, sei original version dall’aplomb oscuro, ipnotico e decisamente malsano, costruendo un impianto sonoro che procede per stratificazioni compatte e tensioni mai del tutto risolte. Il suono si muove lungo coordinate fredde e meccaniche, ma senza rinunciare a una certa mobilità interna, fatta di micro-variazioni e incastri ritmici che tengono viva la traiettoria. “Kinetic Rush” apre con una spinta nervosa, dove le linee sintetiche si avvitano su sé stesse dando forma a un moto continuo, serrato ma controllato. “Inspection” riduce il passo e lavora più per sottrazione, lasciando emergere una dimensione più scheletrica, quasi analitica, mentre “Ricochet” reintroduce dinamismo attraverso rimbalzi ritmici e una costruzione più elastica. Con “Skin Changer” il discorso si fa più viscerale, tra timbri deformati e una scansione che sembra mutare pelle di continuo, mentre “Bystanding” mantiene una postura più trattenuta, giocando su equilibri sottili e su una tensione latente. In chiusura, “Pattern Halt” tira le fila con un andamento più lineare ma non meno inquieto, lasciando sospesa una sensazione di instabilità controllata. Nel complesso, Ground si muove con coerenza lungo un asse ben definito, senza cercare facili aperture ma insistendo su un linguaggio compatto e rigoroso. Un lavoro che non concede molto in superficie, ma che rivela la sua efficacia nel modo in cui gestisce ritmo, spazio e densità.