Siamo in territori super-acidi, sperimentali e crudi con MM01, dove MM sta per Menti Malate, nome dell’etichetta che già lascia intuire gli intenti dell’uscita. Le registrazioni – ci raccontano – provengono da un nastro perduto dell’enigmatico produttore italiano CVE 122, effettuate a Napoli nel 1996. Il materiale suona come una capsula temporale riemersa senza alcun intervento di levigatura: sequenze 303 che si attorcigliano su pattern essenziali, drum machine asciutte, una tensione costante che si sviluppa più per accumulo che per variazione. L’apertura con “Xeaph” mette subito a fuoco l’estetica del progetto, tra linee acide sinuose e un’ossatura ritmica serrata, quasi ossessiva, priva di concessioni. La traccia omonima spinge ulteriormente verso un registro più nervoso, con modulazioni taglienti e un andamento che sembra incrinare ogni stabilità tonale. “MBASE01” introduce una dinamica differente, giocata su un incedere più elastico e su un lavoro di sottrazione che lascia maggiore respiro agli elementi, pur mantenendo intatta la componente ipnotica: qui la ripetizione diventa struttura portante senza mai irrigidirsi. “Track Four” chiude con un approccio più lineare, in cui la matrice techno emerge con maggiore chiarezza, pur restando immersa in un contesto ruvido e poco addomesticato. Nel complesso, MM01 non è tanto un esercizio di nostalgia quanto il recupero diretto di un linguaggio ancora vitale nella sua forma più istintiva. Un documento che conserva intatta la propria forza primitiva, capace di parlare senza filtri a chi cerca nella materia sonora una dimensione più immediata e priva di compromessi.