Dylab –ABC-017

L’acid fatto bene – intendiamo quello autentico, che non nasce da posizionamenti mirati fatti da etichette ed artisti che essenzialmente fanno altro – ha sempre il suo perché. Non è un caso allora che la Acid Black Cuts, piccola etichetta underground dedita a produzioni assai esclusive, chiami un veterano del genere come Dylab per questo diciassettesimo capitolo della serie. L’EP raccoglie quattro brani per circa ventisei minuti di musica e conferma la fedeltà dell’autore a un linguaggio costruito attorno alla TB-303 e a una concezione essenziale della club music. “Everything Must Go” apre con un incedere asciutto e determinato, dove la linea acida si sviluppa senza fretta sopra una struttura ritmica rigorosa. “Rising Sons” amplia leggermente il quadro, lavorando su variazioni graduali e su un equilibrio riuscito tra tensione e funzionalità da pista. Più scura e raccolta è “Hungry Ghosts”, che insiste su frequenze basse e modulazioni corrosive, mentre “The Floating World” chiude il disco con un andamento più disteso, quasi contemplativo, senza rinunciare alla spinta motoria che attraversa l’intero lavoro. Non c’è alcuna ricerca di attualizzazione forzata in queste tracce. Dylab preferisce muoversi entro coordinate ben definite, affidandosi all’efficacia di pochi elementi scelti con cura. Un approccio che può apparire conservatore, ma che qui trova una sua coerenza e restituisce un EP solido, rivolto soprattutto a chi continua a riconoscere nell’acid una forma espressiva ancora vitale.

 

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