REDUKS – Ground Support

Elegante trattazione sognante: subito “Dub Baby” entra nel mood dell’uscita con i suoi toni caldi e avvolgenti, vergati da una ritmica misurata ma efficace. Tom Altthaler, aka REDUKS, lavora di sottrazione, preferendo lasciare respirare gli elementi e costruire una tensione sottile attraverso incastri morbidi, riverberi profondi e un senso di movimento costante ma mai invadente. Il risultato è una dub house fluida e notturna, capace di mantenere una funzione club senza irrigidirsi in schemi troppo prevedibili. “8th Grade” si muove lungo coordinate più essenziali e ipnotiche, affidandosi a un groove asciutto e a piccole variazioni che emergono lentamente dalla trama ritmica. “Downtown”, invece, introduce una vena più urbana e sfuggente: le pulsazioni si fanno leggermente più serrate, mentre gli inserti melodici restano sullo sfondo come lampi discreti dentro un paesaggio ovattato. La title track “Ground Support (Dub)” chiude il disco accentuandone il lato più rarefatto e contemplativo, con una costruzione lenta e profonda che sembra sospendere il tempo senza mai perdere direzione. Un esordio convincente per REDUKS su CHILDHOOD, capace di trovare un equilibrio credibile tra sensibilità old school e approccio contemporaneo, senza indulgere in nostalgie troppo facili.

 

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