Seddig, produttore di Brema adesso residente a Berlino, ritorna sulla Symbolism di Ben Sims con un EP comprensivo di cinque nuove produzioni orientate a una techno dettagliata ma al contempo grezza, in cui il lavoro sul suono resta sempre in primo piano senza perdere di vista l’efficacia in contesto club. La traccia d’apertura, che dà il titolo al lavoro, imposta subito un passo deciso: percussioni ruvide e stratificate si muovono in un flusso continuo, con variazioni che mantengono alta l’attenzione senza forzare la struttura. Con “Unfazed” il registro si fa più sfuggente, tra segnali sintetici insistenti e una costruzione che gioca su spazi più dilatati, lasciando emergere un lato quasi ipnotico. “Turbulence” introduce un carattere più spigoloso, con una tessitura analogica che richiama certe soluzioni anni Novanta, ma filtrate attraverso una sensibilità attuale. Nel finale, “Sixstep” riporta il focus su una scansione più diretta e fisica, con un groove serrato che privilegia l’impatto, mentre “Prism” chiude il cerchio con un andamento profondo e avvolgente, dove gli elementi ritmici sembrano scavare progressivamente, creando una sensazione di movimento costante. Nel complesso, Katharsis è un lavoro compatto, ben calibrato nelle dinamiche interne e capace di alternare densità e apertura senza dispersioni, confermando la solidità della proposta di Seddig all’interno del catalogo Symbolism.