Sulla Oath, eclettica etichetta di Istanbul, arriva l’altrettanto multiforme Vakula, produttore ucraino che da anni porta avanti una ricerca sonora in costante mutazione, sospesa tra tensione esplorativa e una sensibilità profondamente organica. Questo nuovo EP si inserisce con naturalezza in siffatta traiettoria, confermando una visione musicale che rifugge ogni rigidità stilistica per muoversi invece lungo crinali più fluidi, dove generi e suggestioni si compenetrano senza soluzione di continuità. L’EP si sviluppa come un flusso coerente ma mai statico, in cui elementi deep, ambient e broken si intrecciano in modo spontaneo, lasciando emergere una scrittura che privilegia l’atmosfera e la progressione rispetto all’impatto immediato. L’apertura con “Atmos Time” introduce subito questo approccio, fatto di stratificazioni leggere e movimenti graduali, mentre “Break Time” imprime una lieve accelerazione, mantenendo però intatto quel senso di sospensione che attraversa l’intero lavoro. Sul lato B, “Drum Time” gioca maggiormente con la dimensione ritmica, articolando pattern più dinamici senza mai perdere il controllo dell’insieme, mentre “Soul Time” chiude riportando il discorso su coordinate più rarefatte, quasi contemplative. È proprio in questa capacità di modulare energia e introspezione che si riconosce la cifra di Vakula, sempre attento a costruire spazi sonori più che semplici tracce.