Le condizioni drammatiche che da tempo segnano la quotidianità ucraina sembrano non intaccare la spinta creativa di Andrey Sirotkin, che continua a pubblicare con una costanza sorprendente. Su Vyrii arriva così Nothing Behind The Words, raccolta di nove nuovi brani che, per struttura e respiro, assume i contorni di un vero e proprio album, successivo al convincente Annual Report uscito lo scorso dicembre e già segnalato su queste pagine. Dell’uscita, prevista per il 3 luglio 2026, non esiste ancora un player completo, anche se Bandcamp ospita già sette tracce disponibili in anteprima. Il lavoro si muove lungo coordinate ormai riconoscibili nel linguaggio del produttore ucraino: elettronica introspettiva, ritmiche contenute e una tensione emotiva che non sfocia mai nell’enfasi. “What Hero Of What Story Am I” apre il disco con un andamento intenso ma sospeso e riflessivo, quasi una dichiarazione d’intenti, mentre “Non, Je N’Ai Pas Le Temps” introduce un passo più nervoso, attraversato da duna ritmica discreta ma persistente. In “Who Am I When Nobody’s Watching” prevale invece una dimensione più raccolta, costruita su linee sintetiche essenziali e un’atmosfera di costante inquietudine. “Be The Change” sviluppa un groove più deciso senza rinunciare a quella vena malinconica che attraversa l’intero lavoro, mentre “I Will Give Everything I Don’t Have” si distingue per il modo in cui alterna aperture emotive e passaggi più austeri. “Message To Indifferent” accentua ulteriormente il carattere crudo e contemplativo del disco, lasciando emergere un senso di distanza e disillusione che ritorna anche nella cupa “See No Light”. Nella parte finale, “Always Missing And Living In Absence” lavora su tonalità ancora più rarefatte, prima che “Be With Me” chiuda il percorso con un tono meno severo, quasi riconciliato. Pur restando fedele a un’estetica coerente, Sirotkin continua a rifinire il proprio linguaggio senza irrigidirlo, trovando un equilibrio convincente tra fragilità emotiva e rigore compositivo. Anche questo nuovo capitolo conferma la solidità di una ricerca che, pur lontana da soluzioni appariscenti, mantiene una forte identità.