Galaxy Lane lo ricordiamo su una delle uscite dell’etichetta fantasma di Laurent Garnier e per Morning Notes sempre su Lane Trax, sulla quale pubblica adesso questo Three Phase. È un electro molto astratto, ambientale ma anche notturno e space, dalle frequenze impastate e polverose, quello del maestro di Birmingham, che tuttavia può essere speso sapientemente anche sul dancefloor, avendo gli strumenti concettuali giusti. “L1” apre il lavoro con una scansione incombente e ipnotica, costruita attorno a pattern ritmici secchi e linee sintetiche opache che sembrano emergere da un segnale lontano. C’è una tensione sotterranea che non esplode mai del tutto, ma accompagna il pezzo lungo tutta la sua durata mantenendo una direzione precisa. “L2” si muove invece su coordinate più dinamiche, pur restando immersa in quell’alone nebuloso che caratterizza l’intero EP: i bassi si fanno più presenti, le percussioni acquistano elasticità e alcuni dettagli melodici affiorano appena, come riflessi metallici nel buio. Con “L3” il discorso si amplia ulteriormente e prende una piega quasi cinematografica, tra riverberi profondi, modulazioni dilatate e un andamento che alterna sospensione e movimento senza perdere coesione. Three Phase è un lavoro coerente e molto misurato, che evita facili soluzioni e preferisce costruire atmosfera attraverso piccoli scarti timbrici e una notevole attenzione allo spazio sonoro. Un’uscita che conferma ancora una volta la sensibilità di Galaxy Lane nel modellare un’elettronica evocativa, obliqua e immersiva.