Dalla Asking For Trouble, etichetta britannica electro-breakbeat dal gusto molto old school e acidato, arriva il secondo di una serie di dischi single sided incisi al contrario – dall’interno verso l’esterno – e nel formato a 45 giri per ottenere, secondo loro, il massimo volume. Anche l’etichetta olografica senza alcun dettaglio oltre al logo, applicata a mano, fa un certo effetto mentre sull’altro lato l’etichetta è completamente nera. Con “Ode To The Bassment (18-20)” Keith Tenniswood, nelle vesti di Radioactive Man, torna a muoversi dentro coordinate che conosce alla perfezione: beat spezzati, bassline elastiche e un impianto electro ruvido ma estremamente compatto. Il pezzo ha un’andatura nervosa, quasi meccanica, attraversata da linee acide che entrano ed escono dal mix senza mai saturarlo davvero. C’è una tensione costante, alimentata da piccoli interventi ritmici e da un lavoro timbrico che richiama tanto certa scuola britannica quanto le derive più sporche della vecchia scena Detroit electro. Pur mantenendo un’impostazione piuttosto essenziale, la traccia riesce a restare mobile e viva per tutta la durata, con un groove asciutto che punta più sulla persistenza che sull’impatto immediato. Un’uscita particolare anche dal punto di vista dell’oggetto fisico, ma che al di là del feticismo da collezione conferma ancora una volta la solidità del linguaggio sonoro di Radioactive Man.