Dal maestro Anthony Rother arriva sulla A4H, nuova label orientata all’electro che ha già nel suo catalogo un nome pesante quale The Hacker, “The Trace”, produzione di gran livello, acidula e caratterizzata da vocal veramente cibernetici e coinvolgenti. La traccia si muove su una pulsazione piuttosto contenuta, appena 100 BPM, con linee sintetiche e una componente vocale filtrata che ne accentua il carattere meccanico e futuribile. Rother mantiene il controllo della struttura senza ricorrere a particolari aperture, lasciando che siano soprattutto timbri e modulazioni a definire il percorso. Il risultato ha una sua precisa identità e conferma la capacità dell’artista di lavorare sull’electro anche al di fuori dei parametri ritmici più consueti. Proprio i bpm, però, possono rappresentare un limite per l’utilizzo nei normali dj set electro, dove un tempo così basso rende meno agevole l’inserimento della traccia. Resta una produzione curata, con una voce e un impianto sonoro che lasciano un segno preciso.