
CD – Skint/Audioglobe
Ricordate la Skint? Sembrano passati secoli. Un’etichetta che agitando le bandiere del Big Beat ha venduto piú di dieci milioni di dischi in giro per il mondo e della quale uno degli alfieri e fondatori é stato proprio Midfield General, che adesso ritorna – a 13 anni dal suo primo singolo – con forte la voglia d’essere ancora in pista. L’occasione è ghiotta per ricordare i vecchi tempi, quelle prime commistioni fra dance elettronica e indie, l’euforia dell’acid house, il funk e l’hip hop traghettati nell’era digitale, la nascente nu skool e le notti folli all’Heavenly Social e poi alla Big Beat Boutique. Non s’avverte tuttavia alcun senso di nostalgia nell’album e neanche nei commenti a latere di Damian Harris (questo il suo vero nome), che bene ha metabolizzato il cambiamento epocale. Secondo il suo parere, infatti, ‘mentre l’industria musicale consolidata stava lavorando a come riprendersi dagli aspetti negativi della rivoluzione digitale’, ‘una nuova generazione di produttori è stata liberata improvvisamente da quelle spire’. Ecco perché le cose sono ancora così emozionanti, ‘l’etica del Do It Yourself mista alle buone idee ispira sempre grandi cose’, questo sottolinea il buon generale (e noi siamo perfettamente d’accordo). Freschezza di pensiero che si riflette in musica, nel melting pot d’influenze, nella varietá di collaborazioni musicali, nella qualità produttiva supportata da una cretivitá non comune. Densitá che si ritrova anche nel primo singolo estratto, ‘Disco Sirens’, prodotto in collaborazione con Xavier De Rosnay dei Justice e David Dewale dei Soulwax (e nel quale spicca la voce di Vila dei Bumblebeez). Ciliegine sulla torta infine le apparizioni dei Robots In Disguise, del cantante soul anni ‘70 Pat Stalworth e del cronista sportivo olandese Jack Van Gelder. Album gradevolissimo ed ispirato che strizza l’occhio – anzi le orecchie – al nuovo, in una maniera – tuttavia – assolutamente genuina e partecipe.