Blog House – Your Download Will Begin Shortly

Blog House

Da anni il sottoscritto a recensire ogni giorno almeno due uscite discografiche (pubblicazioni sia in vinile che digitali), un lavoro che se da un lato mi rende felice per l’enorme quantitá di buona musica che m’arriva direttamente a casa, dall’altro é stressante per l’impegno necessario che costringe a programmazioni accurate e ad una condizione, ad un ‘allenamento’ – sempre al limite. La scelta, fin dall’inizio di Wicked Style, è stata quella di concentrarsi su d’un genere soltanto, il mio preferito, la nu skool breaks, e su d’un impianto editoriale semplicissimo, incentrato su brevi recensioni (in fondo si tratta quasi per la maggioranza di singoli … con caratteristiche in fondo similari). Col tempo e la voglia di migliorarsi sono venute poi le segnalazioni di serate ed eventi, di nuovi software di produzione musicale, le notizie e le sparute riflessioni sugli ambiti nascenti del digital djing, fino ad una maggior apertura infine verso altri contesti stilistici, in particolare quelli che si riferiscono alle inedite forme di certo electro. Chiusi in una stanzetta e concentrati solo sulla musica e sul proprio computer, nonostante che per fatti musicali si scandagli quotidianamente la rete in lungo e largo, può capitare che sia altrettanto difficile, rispetto alla vita reale, imbattersi nell’illuminazione del nuovo. Eppure nel giro solo di pochi anni gran parte dei sommovimenti indotti dalla diffusione dei formati digitali e dal ‘blog journalism’ hanno in parte modificato (e continuano a farlo) le regole dello show business dance-elettronico, i suoi immaginari, le dinamiche e la diffusione di certi ‘prodotti di nicchia’. Tal discorsetto serve solo per introdurre un’assai modesta riflessione su quanti zitti-zitti nel frattempo si sono incamminati – pur con scelte differenti – su medesime strade, accomunati da un perverso audioabuso e dallo smodato intreccio di frequenze ultra-contemporanee, utilizzando il web e l’usabilità di calibrate piattaforme blog per veicolare la sostanza delle proprie insane passioni musicali. Fiorisce (e per l’electro è un proliferare), seguendo la necessità di render visibili sempre piú produzioni – tutte casalinghe ma d’altissima qualitá e idee – una sterminata messe online di nuovi magazine, lifestyle blog (… chiamateli come volete), dove adesso non mancano, licenziati quasi sempre dagli stessi autori e liberamente disponibili al miglior bitrate possibile, tracce di gran pregio, innovative ed assolutamente accurate. La nascita di quella che giá molti chiamano ‘blog house’ era piú che prevedibile e adesso non è raro imbattersi in gentili disclaimer, utilizzati per ben specificare che se per sbaglio si è ‘caricato’ un mp3 non autorizzato ‘i will remove it as soon as possible’, che ‘j’aime la musique’, oppure ‘these tracks are for promotion only … if you like them, buy them’. Fenomeno controverso (sul quale torneremo) ed interessantissimo nei casi piú seri e felicemente eclettici, in qualche modo propulsivo – anche – d’una scena stilisticamente contigua per forme
espressive (comunque tecnoidi, glicciate, spesso infuse da trasalimenti indie e venature bass metropolitane). Confesso allora che i miei blog di riferimento per le scene non specificatamente breaks sono
Kidz by Colette‘,
Noise Porn‘,
Trash Menagerie‘,
Los Electro‘,
Berlin Battery‘,
Boing Poum Tchak!‘,
Corporate Bloggin‘,
Gutter Broadcast‘,
il piú spartano ‘Electro 4 House ‘. Una comunitá online sotto le cui insegne abbondano vagonate di mp3 free, di buone dritte ed informazioni sulla musica che qui ed ora si produce in giro per il mondo. Rimarrá un fatto marginale tale editoria? Non penso. Molto si muove sotto il sole, godiamoci questa fase – se si vuole ancora sperimentale – poi si vedrá.