Fidget House – Glitchy, Switchy, Bumpy Groovy Madness

Fidget House

Qualcuno dice che la fidget house é uno stile di house music che incorpora altri stili dance, principalmente impastati da influenze rave, breakbeat e UK garage. Altri orecchiano di preponderanti influenze tech-house, assieme a bizzari sample e ad un incessante ritmo funky. La struttura di questo nuovo genere sarebbe costituita da sequenze 4/4, piuttosto frammentate e di stile glitch se contrapposto ad altri generi dance ma la maniera per la quale differisce da questi è l’andamento zompettante della cassa, quasi sempre associata al basso nella battuta, così incoraggiando sequenze tagliate, preferendo inoltre uno stile di mixaggio maggiormente nervoso e frammentato. Nella fidget house si rifugge dal continuum monotono e dalle armonie, preferendo nella produzione spostare l’attenzione sulla sorpresa, su stringati sample vocali e una bassline decisa che spesso cala in pitch piuttosto che progredire in semitono. Con l’enfasi sul ritmo e la bassline, piuttosto che sulla melodia, le radici della fidget si possono anche inscrivere nei primordi del suono ‘made in Chicago’. I synth massicci e certi vocal effettati risentono invece soprattutto di reminescenze rave e speed-garage. Altri influssi piuttosto evidenti sono quelli di matrice esotica, con l’hyphy ed il baile funk ad esempio, subgeneri anche questi che si perdono nelle pieghe di contaminazioni electro-booty. Come sempre, per certe definizioni, il termine, anche in questo caso, nasce quasi per gioco e poi, spinto dal successo, rimbalza tra gli adetti ai lavori fino alle cronache piú hype. Jesse Rose, Switch, Herve, Trevor Loveys, Mustard Pimp, Bryan Cox, Jamie Fanatic, Lee Mortimer, gli italiani Crookers, 3 Is A crowd e Nic Sarno, il chicagoano Sexual Chocolate (di genitori abruzzesi), The Bulgarian, Lars Moston, Kelevra, Hostage, Foamo, TJR, Sinden, sono questi solo alcuni dei nomi da tenere d’occhio, artisti che stanno segnando positivamente il nascere della nuova scena. Un ambito – che personalmente – anche a noi di Wicked Style assai interessa, agendo ben in contrapposizione a quello che da sempre ci spiace di certa house: l’uniformità ed il ‘formaggioso’ attestarsi su
gusti patinati e sempliciotti nelle iterazioni, l’incedere sonnacchioso ed enfaticamente dark, venato spesso da tante elucubrazioni pseudo-melodiche. Nuove articolazioni insomma, che a dispetto anche di certi minimalismi, lesti e molesti nell’attecchire in provincia, portano adesso una ventata d’aria fresca. Il nascente movimento ha forti riscontri e si diffonde sicuro nella blogosfera. Giá le sue diramazioni assumono dimensione internazionale: inglesi le origini ma con forti basi a Berlino, mentre anche in Australia con la RuNT e a New York con la Crux sembrano interessati all’evolvere di tali sonoritá. La nuova ‘buzzword’ della stagione è questa: Fidget. E l’estate del 2008 segna definitivamente il trapasso verso sonorità glitchy, fuzzy e gommose. All’interno della scena breaks, ad esempio, non solo gli Electric Soulside e Klaus Hill, guardano con interesse all’evoluzione del fenomeno (assieme adesso su Potty Music, un’altra delle etichette ‘fidget’ che meritano). Nuovi traghettamenti sono già previsti, aspettate e vedrete, perché c’è sugo affiché la storia continui.