
Interessante collezione di flyer, a testimonianza di una storia poco ufficiale della Barcellona elettronica (dai primi anni novanta ad oggi), che ha visto la nascita e l’evolversi di una scena autoctona legata alla club culture ed alle nuove tendenze, agite sull’ibrido crinale sul quale s’incontrano musica ed immagine. Un rapporto questo, che naturalmente non può essere esaurito solo tramite un analisi della grafica, nell’immediatezza comunicativa e negli immaginari di riferimento di quei cartoncini colorati, bene a condensare molte delle attuali suggestioni culturali. Diversi i testi presentati, il saggio del curatore Tite Barbuzza, bene sintetizza lo sviluppo dello strumento flyer, inteso come semplice e diretto mezzo di propaganda, in relazione a modelli ed iconografie precise degli universi giovanili negli ultimi decenni, altri si soffermano più sullo specifico dell’esperienza spagnola, che è riuscita a proiettare Barcellona ed il modello balearico in una dimensione internazionale. In particolare Joan Manuel Jubany si concentra su come l’avvento e la diffusione dei personal computer abbiano rivoluzionato le tecniche tradizionali di fotocomposizione, operando una cronistoria dei differenti approcci e dello stile ispirato di alcuni maestri dell’immagine (Neville Brody, Swifty, David Carson, The Designers’ Republic). Un ottimo progetto che purtroppo ha come unico neo la qualità non proprio perfetta delle riproduzioni digitali.