ReKaB – Parallel Worlds

È un atmo-electro venato da raffinatezze neo-fusion quello di ReKaB in Parallel Worlds, EP comprensivo di tre versioni originali e un remix affidato a Nuron. Pubblicato dopo la sua scomparsa, avvenuta la scorsa estate, il lavoro suona inevitabilmente come un tassello prezioso nel percorso del produttore britannico, che negli anni aveva affinato un linguaggio capace di fondere profondità emotiva e grande attenzione al dettaglio sonoro, in equilibrio tra eredità Detroit e sensibilità contemporanea. L’apertura con “Art 4 Me” mette subito a fuoco l’estetica del disco: una progressione armonica ampia e luminosa sorregge l’impianto del brano, mentre percussioni compatte e linee sintetiche incisive si intrecciano con naturalezza, dando vita a una spinta controllata ma coinvolgente. Con “Trapped In Boxes” il clima si fa più introspettivo; la costruzione resta solida, ma il paesaggio timbrico assume tonalità più raccolte, tra bassi elastici e ritmiche essenziali. Il remix di Nuron rilegge “Art 4 Me” con sensibilità e misura, lavorando su sottrazioni e stratificazioni successive: la struttura si apre gradualmente, lasciando emergere con particolare efficacia il cuore armonico del pezzo, incorniciato da un groove elegante e mai invasivo. In chiusura, “Our World” amplia ulteriormente l’orizzonte espressivo dell’EP, con battiti leggeri, pad avvolgenti e linee melodiche sospese che trasmettono una sensazione di quieta contemplazione. Ne risulta un’uscita compatta e coerente, che restituisce con discrezione il tratto più intimo e sensibile di ReKaB, lasciando l’impressione di un percorso artistico ancora in piena evoluzione, interrotto troppo presto.

 

  • ReKaB – Parallel Worlds
  •