Oliver Ho – Our Secret Religion

Alla Blueprint Records, etichetta che celebra il suo trentennale, James Ruskin saluta con soddisfazione il ritorno di Oliver Ho, artista che ha fra le sue emanazioni anche quella di Raudive, di Birdland e di Zov Zov, oltre a quella – da noi preferita – di Broken English Club. Pur muovendosi costantemente ai margini della musica elettronica, al centro è sempre rimasto il cuore pulsante della techno ipnotica, una forma d’arte brutale e ammaliante: quasi rituale magico. Con Our Secret Religion, Ho torna a lavorare su coordinate essenziali, stringendo il campo su una materia sonora densa, priva di orpelli ma tutt’altro che statica. “Inside The Light” apre con un impianto rigoroso, costruito su pulsazioni serrate e una trama che si sviluppa per sottrazione, lasciando emergere lentamente dettagli abrasivi e tensioni sotterranee. “Blank” insiste su una linea più scarna e mentale, quasi sospesa, dove il ritmo sembra trattenuto, pronto a esplodere ma sempre mantenuto sotto controllo, in una continua dialettica fra vuoto e pressione. Sul lato B, “Blood And Feathers” introduce una componente più viscerale, con percussioni che si fanno più taglienti e una dinamica che suggerisce un movimento interno, irrequieto, senza mai cedere a soluzioni facili. “Burning The Spell” chiude il cerchio con un andamento più incalzante e diretto, dove la reiterazione diventa strumento di trance, portando il discorso verso una dimensione quasi liturgica, coerente con l’immaginario evocato dal titolo. È un lavoro che non cerca deviazioni né concessioni, ma ribadisce con lucidità una visione precisa. Ho si muove con sicurezza in un territorio che conosce a fondo, riaffermando la propria idea di techno come pratica immersiva e rigorosa, capace di mantenere intatta la sua forza anche nella forma più asciutta.

 

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