Aveva festeggiato la cinquantesima uscita la Zen DNA con Art Was Art, che adesso ritorna per la sessantaduesima implementazione del catalogo, apparecchiando due original version, “Transactional Sex” e “Protocol”. Il produttore croato prosegue lungo una traiettoria coerente, lavorando su un’estetica electro che intreccia pulsione ritmica e suggestioni narrative, senza indulgere in eccessi. “Transactional Sex” si sviluppa su un impianto solido, dove il groove procede con decisione mentre inserti vocali e texture sintetiche contribuiscono a definire un’atmosfera tesa, quasi straniante, ma mai ridondante. L’equilibrio tra componente analogica e rifinitura digitale restituisce un suono compatto, capace di mantenere una certa immediatezza pur nella cura dei dettagli. “Protocol” si muove su coordinate leggermente diverse, più asciutte e funzionali, con una struttura che privilegia l’incastro tra elementi percussivi e linee bass-driven. Qui l’approccio appare più diretto, ma non meno attento alla costruzione di un ambiente sonoro coerente, che si lascia attraversare senza dispersioni. La versione strumentale di “Transactional Sex” mette in evidenza l’architettura del brano, lasciando emergere con maggiore chiarezza le scelte timbriche e l’andamento del pattern ritmico. Un’uscita che conferma la continuità del progetto Art Was Art all’interno del catalogo Zen DNA, ribadendo una visione ben definita, capace di rinnovarsi per sottrazione piuttosto che per accumulo.