pdqb – Direct Hits

In stato di grazia imperversa pdqb, che in questo Direct Hits lascia emergere con decisione il lato più pop-infused disco house del proprio lessico, senza preoccuparsi troppo di disorientare chi ne ha fin qui apprezzato le derive più abrasive o le escursioni electro, spesso impeccabili per taglio e funzionalità. Qui, invece, il registro si fa più immediato, pur restando attraversato da quella consueta eccentricità che ne definisce l’identità. Il lato A si muove compatto ma sfaccettato: “Senftgurken-Prämenöde” apre con una leggerezza solo apparente, sostenuta da un intreccio ritmico elastico e da un gusto melodico che tende a deformarsi man mano che il brano procede. “Voluptuousness” insiste su coordinate più seducenti, giocando con linee di basso sinuose e inserti quasi ammiccanti, mentre “Puilty Gleassure” spinge su una dimensione più sghemba, dove la componente ludica si intreccia a un lavoro di sottrazione piuttosto raffinato. “Ancore”, più breve e sfuggente, sembra funzionare come una coda obliqua, lasciando sospesa la tensione accumulata senza cercare una vera risoluzione. Sul lato B, l’intervento di Roman Flügel rilegge due dei momenti chiave con un approccio più disteso e profondo. La sua versione di “Voluptuousness” dilata gli elementi originali in una trama dubby, dove il groove si fa più ipnotico e avvolgente, mentre il remix di “Senftgurken-Prämenöde” accentua la componente technoide, lavorando per stratificazioni e lasciando emergere con gradualità dettagli che nell’originale restavano più compressi. Ne esce un lavoro che, pur cambiando pelle rispetto ad alcune prove precedenti, mantiene intatta la capacità di pdqb di costruire universi sonori riconoscibili, muovendosi con disinvoltura tra ironia e precisione formale, senza mai cercare compromessi evidenti.

 

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