Sulla PRBIT, etichetta di Ljubljana che si sta progressivamente affermando come punto di riferimento per la scena electro internazionale, dopo Saigg, Transpac, C.MØ e Jauzas The Shining, arriva Elektrotechnik, che poco tempo fa abbiamo lasciato con due uscite solide e ravvicinate su Analog Concept e Abstract Rhythm. Con Sequence il produttore prosegue lungo una linea coerente, affinando ulteriormente un linguaggio che punta su essenzialità, precisione ritmica e una cura evidente per il dettaglio sonoro. Ad aprire è “V.I.P.”, costruita su un impianto asciutto e funzionale, dove drum machine nette e un basso elastico danno forma a un andamento incalzante ma mai eccessivo. Gli innesti sintetici restano controllati, quasi trattenuti, contribuendo a una tensione che si sviluppa senza bisogno di stratificazioni superflue. Con “Megahertz” il discorso si fa più serrato: le percussioni acquistano maggiore densità e il lavoro sulle frequenze medio-alte introduce un senso di urgenza più marcato, mantenendo però una struttura sempre leggibile e ben calibrata. La title track “Sequence” si muove su coordinate più ipnotiche, giocando su ripetizioni e microvariazioni che accompagnano l’ascolto in modo graduale. Qui emerge con chiarezza l’attenzione al flusso, con elementi che entrano ed escono con discrezione, senza mai rompere l’equilibrio complessivo. In chiusura, “Utopia” dilata leggermente i tempi e apre a un respiro più ampio: le trame si fanno meno serrate, lasciando spazio a una dimensione quasi sospesa, pur mantenendo saldo il legame con l’impianto ritmico. Nel complesso, Sequence conferma la solidità dell’approccio di Elektrotechnik, capace di muoversi entro coordinate ben definite senza risultare prevedibile. Un’uscita che trova nella misura il proprio punto di forza.