Sono dieci le tracce che Jonra ed E:Machinery rilasciano su Designforms, passando da un range di 140 bpm per “Shut It Down” – in salsa electro-stradaiola – ai 113 bpm di “Vector Space Model”, con un flusso comunque suggestivo e tagliato per la pista. “The Orwellian Nightmare”, secondo brano in scaletta, è a 132 bpm, come “Gag Order”: entrambi tesi, con un suono decisamente contemporaneo e sintetico. “Power 2 Prosper 1” prosegue su una linea asciutta, fatta di pochi elementi ben incastrati, mentre “Power 2 Prosper 2” ne amplia leggermente il raggio senza cambiare approccio, lavorando su variazioni minime e continuità strutturale. “Muggy Muggness” si prende il suo tempo: una traccia lunga che costruisce il proprio sviluppo attraverso piccoli slittamenti interni e una gestione attenta dei dettagli sonori. “Glowing Traces” mantiene una certa apertura ma con un profilo più definito, dove le frequenze si intrecciano con maggiore nitidezza. “Frazzledrip” aumenta l’intensità con una scansione più fitta e inserti che mantengono costante la pressione, mentre “Floor Heaters” chiude il cerchio con un impianto solido e diretto, pensato per sostenere il movimento senza deviazioni. Nel complesso, The Briefcase Project si sviluppa con coerenza, alternando episodi più compatti a passaggi più distesi senza perdere compattezza. È un lavoro che guarda chiaramente al contesto club, puntando su essenzialità e precisione, con un linguaggio contemporaneo ma privo di eccessi decorativi.