Avremo recensito più d’una decina d’uscite di Konerytmi qui su Wicked Style, ma questa volta l’occasione è particolare. ABC-018, pubblicato dalla Acid Cuts, trova infatti il produttore russo-finlandese alle prese con un contesto perfettamente aderente alla sua sensibilità, dove il linguaggio della TB-303 e delle prime macchine elettroniche diventa il centro assoluto del discorso. L’apertura affidata a “Apinatanssi” mette subito in chiaro le coordinate dell’EP: linee acide nervose, groove asciutto e una costruzione essenziale che privilegia movimento e tensione. “Baletti” procede con maggiore elasticità ritmica, lasciando emergere un carattere quasi giocoso senza rinunciare alla spinta. “Iso Kalu” lavora invece su una progressione più serrata, con sequenze che si rincorrono e si deformano gradualmente. In “Kaivinkone” il suono si fa più ruvido, sostenuto da una batteria diretta e da un andamento che richiama certa electro primitiva. “Kotiriita” introduce sfumature leggermente più scure, mentre “Rikkiauto” torna a privilegiare l’impatto immediato attraverso incastri sintetici incisivi. “Rokki Sokki” accelera il passo con una vivacità disinibita nel modo in cui gestisce le variazioni della linea principale, prima che “Ruiskutus” chiuda il percorso con una traccia compatta e ben calibrata, capace di condensare gli elementi distintivi dell’intero lavoro. Più che un esercizio di stile, ABC-018 appare come una dichiarazione d’intenti: Konerytmi si muove all’interno di coordinate ben definite, ma lo fa con una naturalezza che evita qualsiasi sensazione di manierismo. Un disco che guarda alle origini dell’acid senza trasformarle in nostalgia, mantenendo intatta la propria funzionalità e il proprio carattere.