Shokh – Delivery On Duty, Pt. 1

Arriva David Friedrich Koch, aka Shokh, artista electro berlinese, su Omnidisc, dopo le sue prove già passate in rassegna, prima in autoproduzione, poi su brokntoys e Shokhers, a conferma di un’attitudine piuttosto mentaloide e di confine, che qui subito nella prima traccia, “Miami Morn”, prende le forme di un costrutto ipnotico e scuro, vergato da microemergenze auditive e da una trama rarefatta che lavora per stratificazioni sottili, quasi sospese. Più che nel solco di una vera e propria evoluzione dinamica, “SpaceHouse” si muove su coordinate soft-space e ripetitive, mantenendo un impianto minimale che però si allontana dall’accezione più strettamente electro associata al produttore, privilegiando una dilatazione del suono e una percezione obliqua del ritmo. “Rise Of The Blanco” chiude il trittico con un taglio più deciso e lineare, lasciando emergere una tensione sotterranea che si organizza attorno a una progressione costante, quasi narrativa, in cui la ripetizione diventa motore e non semplice sfondo, mantenendo però quella sensazione di controllo trattenuto che attraversa l’intero lavoro. Nel complesso, questo primo capitolo di Delivery On Duty si muove con coerenza lungo un asse controllato e mentale, dove la riduzione degli elementi non coincide con una perdita di densità, ma con una messa a fuoco più precisa del dettaglio sonoro. Shokh costruisce un linguaggio asciutto e funzionale, che trova nella continuità e nella sospensione il proprio punto di equilibrio.

 

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