Sulla Ovelha Trax, etichetta sulla quale abbiamo in passato segnalato uscite di Robodrum, Cyborg Rhetoric, Saigg, SVK, Ole Mic Odd e Larionov, solo per citarne alcuni, è la volta adesso di Nina Indi, che ricordiamo per la partecipazione a una raccolta su FERMA. Sono due le tracce presentate alle quali s’aggiunge un remix di PRIMIT e uno di Dragan Zaranoff. L’EP ruota attorno a una materia sonora ruvida ma estremamente controllata, costruita a partire da registrazioni ambientali e frammenti meccanici trattati come elementi ritmici. La title track “Sharpening” è forse il momento più rappresentativo del lavoro: un intreccio di electro e breakbeat nervoso in cui stridori, pulsazioni secche e dettagli abrasivi vengono organizzati con precisione quasi chirurgica, senza però perdere una certa immediatezza fisica. Il brano conserva infatti un andamento dinamico e teso, capace di evocare un ambiente industriale senza cadere nell’eccesso di saturazione. “Dub”, forte di vocal stradaioli, invece, si muove su coordinate più elastiche e profonde. Le percussioni mantengono una spinta asciutta, ma il trattamento degli spazi e delle frequenze basse introduce una dimensione più ipnotica, quasi sospesa, lasciando emergere un lato più groovy della produzione di Nina Indi. Il remix firmato da PRIMIT accentua ulteriormente questa direzione, frammentando la struttura ritmica e lavorando maggiormente sulla propagazione degli echi e sulle tensioni sotterranee, con un risultato più obliquo e notturno. Diverso l’approccio di Dragan Zaranoff, artista da tempo attivo nell’ambito electro e breaks europeo, che nella sua reinterpretazione di “Sharpening” rende il brano più diretto e compatto. Le asperità dell’originale vengono parzialmente levigate a favore di una scansione più serrata e orientata al movimento, pur mantenendo intatta quella componente rotta, metallica e meccanica che definisce l’identità dell’intero EP. Nel complesso l’uscita conferma l’interesse di Ovelha Trax per produzioni che cercano un equilibrio tra funzionalità club e ricerca timbrica. Nina Indi lavora con materiali sonori insoliti senza trasformarli in semplice esercizio concettuale, trovando piuttosto un linguaggio personale, concreto e ben calibrato.