Nuntius Noctus – Night Messenger

Alla Calder City Development Corp. di Myles Sergé la seconda implementazione del catalogo arriva con Mike Nedd, aka Nuntius Noctus, che in questo Night Messenger presenta tre original version e chiama con un remix a testa anche Plural e Spesimen a partecipare alla combutta. Il progetto si muove su un asse piuttosto lineare ma ben calibrato, dove la scrittura di Mike Nedd alterna pulsazioni techno e innesti electro senza forzare mai la mano. L’apertura con “Night City (2077)” imposta subito una grammatica notturna, fatta di drum asciutti e una tensione costante che non esplode mai del tutto, preferendo restare in uno stato di sospensione controllata. “Dead Flowers” si sposta su un registro leggermente più rarefatto, nervosa ma ipnotica, con un basso che emerge a tratti come una presenza sotterranea, quasi a guidare l’ascolto senza dichiararsi apertamente. La successiva “Throughput Protocol” è forse il momento più articolato del trittico originale, con un impianto ritmico più rotto e una scrittura che richiama certi automatismi macchinici, mantenendo però un’aderenza piuttosto umana nella gestione delle dinamiche. Sul fronte dei remix, “Night City (2077)” viene riletto da Plural in chiave più robusta e stratificata, con una maggiore densità percussiva e una scansione che tende a dilatare i bordi del brano originale, senza snaturarne l’impianto ma spostandolo su un terreno più funzionale al club. Spesimen interviene invece su “Throughput Protocol” con una versione più scarna, groovy e incisiva, dove la componente electro viene messa in primo piano e ridotta all’osso, restituendo una lettura più secca e diretta. Nel complesso, Night Messenger si mantiene coerente nella sua traiettoria, giocando su sfumature piuttosto che su rotture nette, senza perdere di vista una certa efficacia funzionale.

 

  • Nuntius Noctus – Night Messenger
  •