Sulla Acid Camp – una piccola ed eclettica etichetta underground statunitense attiva dal 2013 circa, legata inizialmente alla scena di Los Angeles e all’omonimo party “Acid Camp Sunday” – è la volta di Abby Echiverri e Clay Wilson, che si dividono equamente in uno split EP le quattro tracce presentate. Il disco si muove fra più registri, attraversando acid house, electro e techno, mantenendo però una forte coerenza grazie a una scrittura attenta alla tensione e intrisa di trattamenti neo-futuristi dal taglio marcatamente analogico. Clay Wilson apre con “Interdimensional Romance”, una traccia dal carattere sci-fi che intreccia pulsazioni acid e groove asciutti in una progressione costante, attraversata da riverberi e dettagli che rimandano tanto a Chicago quanto a certo immaginario techno statunitense più cosmico. “Nightride” abbassa leggermente i toni senza disperdere la spinta ritmica, lasciando emergere un lato più morbido e notturno, attraversato da suggestioni electro e da una sensibilità che richiama alcune produzioni dei primi anni Novanta. Sul lato opposto Abby Echiverri lavora invece maggiormente sulla profondità e sul movimento interno dei suoni. “Chaos Terrain” si sviluppa fra synth panoramici e modulazioni in lenta trasformazione, costruendo un equilibrio sottile fra astrazione e funzionalità da club. “Roche Lobe” chiude il disco in maniera più rarefatta, con una struttura ampia e meno immediata, quasi pensata per gli ultimi momenti della notte più che per il centro del dancefloor. Contours è un lavoro compatto e ben calibrato, capace di attraversare diversi codici della musica elettronica senza irrigidirsi in formule smaccatamente nostalgiche. Un’uscita che trova il proprio punto di forza proprio nella naturalezza con cui convivono ricerca timbrica, senso del ritmo e immaginario fantascientifico.