Nasty Boxes l’avevamo incrociato su Zodiak Commune Records, Vuelta, Same Size Soul e A-Traction. Questo tuttavia è il primo lavoro solista che ascoltiamo e subito la title track, “At Night”, ci introduce a un’ambientazione notturna e metropolitana, guidata da vocal crudi e predittori di scenari urbani attraversati da ritmiche serrate e sintetizzatori taglienti. Il brano riesce a trovare un buon equilibrio fra tensione narrativa e impatto fisico, mantenendo sempre una forte identità electro.
“Behind That Wall” si muove invece su coordinate più profonde e riflessive. Le sequenze si sviluppano con gradualità, lasciando emergere una vena leggermente malinconica che arricchisce il carattere meccanico della struttura ritmica. Con “Dreams So Sweet” il clima si fa più sfuggente e sognante, pur senza rinunciare alla spinta del groove: melodie essenziali e dettagli sintetici ben dosati costruiscono un’atmosfera sospesa che rappresenta uno dei momenti più personali del lotto. Nella seconda parte dell’EP entrano in gioco i remix. Cyborg Rhetoric interviene su “At Night” accentuandone l’aspetto più diretto e dinamico, con una lettura asciutta che concentra ulteriormente l’energia del pezzo. Robodrum, invece, rielabora “Behind That Wall” lavorando sulle profondità del suono e sulla componente ritmica, ottenendo una versione più robusta ma rispettosa dello spirito originale. Ne risulta un’uscita convincente, che mette in evidenza una scrittura già matura e una chiara sensibilità per più sfumature dell’electro contemporanea, capaci di guardare alla tradizione senza limitarsi a replicarne i codici.